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Un imprenditore è solito valutare rischi e tutelare la propria attività  adottando soluzioni che ci permettono di avere un PAINO B contro gli imprevisti.

Alcuni esempi sono le polizze assicurative, strumenti di produzione di riserva o collaboratori a chiamata.

Gli strumenti di produzione sono soggetti a guasti ed usura, ma può la rottura di un una stampante fermare l’attività di una copisteria?

Non è plausubile che una lavanderia abbia solo una lavatrice,
non è plausibile che un autotrasportatore abbia solo un autocarro
e nemmeno che un’azienda o un professionista di qualsiasi tipo, soprattutto se lavora con internet, abbia solamente una connessione ad internet.

Avere una connessione ad internet è lecito, ma scusateci, in questi casi non si tratta di professionisti, ma di “appassionati”.

Sentiamo frasi del tipo:

– ” I SERVIZI PROFESSIONALI COSTANO” -> Esercitare l’attività di azienda ha un costo;
– “QUINDI DOVREI AVERE UNA (o più linee) PROFESSIONALI A CASA? IO NE FACCIO UN USO DOMESTICO!”  -> Lo smart working non è un uso domestico.

A chi spetta sostenere il costo della linea per permettere ad un dipendente di lavorare da casa è un discorso aperto.

Secondo noi il costo della connessione usata da personale in “SMART WORKING” dovrebbe essere sostenuto dall’azienda, ma finché non ci sarà una sentenza della Cassazione in merito, pochissimi titolari lungimiranti adotteranno questa soluzione.

Ogni linea ha uno SLA (Service Level Agreement – Accordo sul Livello del Servizio) ben formalizzato.

Ci possono essere SLA di gestione guasto in 4 ore, ma la maggiorparte delle linee aziendali prevedono 48 ore e le residenziali anche oltre una settimana. Una linea residenziale può essere quindi una valida soluzione per lavorare?

Sì, solo se si ha un piano B come ad esempio recarsi in un altro posto in caso di guasto o una seconda linea su un’altra tecnologia.

Se ti si rompe una suola hai un paio di scarpe di ricambio per poter andare comunque al lavoro?

Se si “rompe la connessione ad internet”
fermi l’azienda per 1 mese?


Gli esempi sono frequenti ed all’ordine del giorno, guardate alcuni esempi degli ultimi due giorni:

24 ottobre 2020, Grosseto: Da tre settimane senza il telefono fisso

L’anomalia non sono queste notizie, ma che questo faccia notizia perché si tratta della normalità con cui siamo TENUTI a confrontarci.

Come  si legge nell’ultimo articolo, non è così remota la possibilità che si fermi sia la rete fissa che mobile: Le infrastrutture locali sono generalmente appoggiate ad una infrastruttura condivisa.

Senza conoscere le peculiarità delle strutture di rete, è impossibile creare il giusto progetto di backup.

Qui è essenziale il supporto di un’azienda competente nel settore come AIRBEAM, Operatore internet con licenza Nazionale e Carrier a livello globale.
Un’infrastruttura Base per mettere al sicuro un’azienda potrebbe essere composta così:
In alto la rete internet, in basso la rete locale del cliente.
Fino a qui niente di strano, ma cosa mette in relazione queste due reti?


Essenziale è avere un firewall che sappia “commutare” il segnale in caso di guasto di una delle due linee. Ancor meglio se un firewall fosse in grado di utilizzare entrambe le linee per servizi diversi e nel momento del bisogno, sposti i servizi impostati sulla linea guasta, sull’altra linea.
Linea 1 e Linea 2 non devono essere scelte a caso e non dimenticando la regola generale:

Utilizzare due tecnologie diverse


Questo non è però sufficiente (vedi articolo poco sopra “Trento”).

Sentirsi sicuri con due linee su due tecnologie differenti rientra nella LEGGE DELLO STRUZZO.
La declinazione sulle TLC di questa legge recita:
“L’imprenditore che si sente sicuro perché consigliato dall’amico che se ne intende, ignora dati oggettivi sulle reti di telecomunicazione e si ritrova con una soluzione che lo tutela solo psicologicamente”.

Come uno struzzo mette la testa sotto terra ignorando ciò che sono i problemi reali di una struttura internet ridondata.
Oltre che essere scelte in modo oculato, LINEA1 e LINEA2 devono essere terminate su due POP differenti dell’operatore.
Scegliere due operatori diversi NON E’ LA SOLUZIONE, in quanto è la normalità che gli operatori termino le connessioni in POP condivisi.

Come fare quindi?


Airbeam ha i propri CORE a MILANO e PADOVA, dove ha 2 infrastrutture di rete completamente indipendenti.

Terminare una connessione su ogni POP, crea la situazione perfetta per il cliente.
Il POP diversificato è sì una condizione fondamentale, ma è altrettanto fondamentale STUDIARE IL PERCORSO che i pacchetti utilizzano dalla sede del cliente fino al POP. Anche qui uno studio specifico è essenziale.

Nella tua azienda hai già previsto e gestito tutte queste cose?

Se ti manca anche solo uno di questi punti,

CONTATTACI!


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